26 July, 2024
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Centro direzionale Iglesias

Melania Meo 111 copia

La #Giunta comunale di Iglesias ha approvato il progetto esecutivo per la manutenzione straordinaria della strada rurale denominata “S’Arriali”.

Gli interventi sono localizzati in un tratto stradale lungo 1.800 metri che costituisce l’unica via di accesso per numerose abitazioni e aziende. La strada si contraddistingue per il traffico moderato di furgoni e mezzi agricoli che, per la loro dimensione, incontrano difficoltà nel percorrere il tratto stradale.

La strada, oltre ad essere caratterizzata dalla forte presenza di buche e irregolarità è sprovvista di barriere di protezione necessarie per impedire la caduta di mezzi e persone all’interno di un canale adiacente al bordo strada.

I lavori previsti nel progetto, redatto dai tecnici comunali, consistono nella messa in sicurezza, nel rifacimento della massicciata e della finitura stradale. L’investimento ammonta a 200.000 euro.

«L’intervento – commenta l’assessore dell’Ambiente, Melania Meo – è orientato alla promozione dello sviluppo locale unitario e sostenibile del territorio interessato dagli interventi.»

Palazzo della Regione 1 copia
La #Regione Sardegna ha pubblicato il rendiconto finanziario per l’esercizio finanziario 2013.
I risultati della gestione sono riassunti e dimostrati in due distinte parti: il conto del bilancio e il conto generale del patrimonio.
Il conto del bilancio, come per i decorsi esercizi finanziari, espone per il 2013 i risultati della gestione finanziaria, di competenza, dei residui e di cassa, delle entrate e delle spese.
Il rispetto del principio della simmetria tra bilancio preventivo e bilancio consuntivo, unitamente alla necessità di consentire il controllo della gestione finanziaria svolta, impone l’obbligo di adottare nell’elaborazione del conto consuntivo una struttura simile a quella del bilancio di previsione.
In considerazione di ciò, i risultati della gestione del bilancio vengono illustrati a livello di capitoli e di aggregati omogenei di differente livello, secondo la classificazione adottata in sede di bilancio di previsione.
Il consuntivo, come il bilancio di previsione, classifica gli stanziamenti di spesa in funzioni obiettivo, individuate con riguardo alle politiche regionali, nell’ambito delle strategie, determinate dal #Programma regionale di sviluppo (PRS) e dal #Documento annuale di programmazione economica e finanziaria (DAPEF).
Con riferimento a ciascuna funzione obiettivo il bilancio individua le unità previsionali di base (UPB), cioè aggregazioni relativamente omogenee di risorse finanziarie attribuite ad uno o più centri di responsabilità cui è affidata la gestione.
Il conto generale del #patrimonio della Regione rappresenta le attività e le passività della Regione.
Le attività e le passività sono distinte in finanziarie, derivanti dalle rilevazioni contabili di cui al bilancio dell’esercizio considerato e in patrimoniali in senso stretto,tra le quali figurano i beni mobili ed immobili.
Il conto generale del patrimonio della regione è suddiviso nelle seguenti sezioni:
– conti generali;
– concordanza del conto del bilancio con quello del patrimonio;
– conto generale delle rendite e delle spese.

 Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

Ci saranno anche Giancarlo Labate, Ottavio Caredda ed Alessandro Corgiolu nella missione “Ammentos. Dalla Sardegna all’Europa, dal passato al futuro” di Furio Tripicchio.

Furio Tripicchio partirà dalla Sardegna per arrivare a Strasburgo, la metropoli che ospita il Parlamento europeo, con le spalle avvolte dalla bandiera dei quattro mori che sarà donata dal presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, il prossimo 1° settembre.

Furio Tripicchio – ischitano trapiantato nell’Isola da ormai cinque anni affronta una vera e propria impresa, portando gli skiroll, diventando così precursore del nordic skate che si pone tra lo sci di fondo ed il pattinaggio. Un giro dell’Isola che si estenderà per quattro giorni, dal palazzo dell’assemblea regionale di via Roma a Monastir, passando per Sedilo e Orotelli, poi Nuoro e Olbia.

La partenza è fissata per lunedì: appuntamento alle 10.00 sotto il palazzo dell’assemblea regionale di via Roma, con una conferenza stampa per la presentazione dell’evento presieduta da Gianfranco Ganau. Quindi il viaggio verso la terraferma, con una tappa speciale a Monterosso al Mare, cuore della Cinque Terre nell’hinterland di La Spezia, in Liguria, dove a seguito dell’alluvione del 2011 perse la vita Alessandro Usai – medaglia d’oro al valor civile – emigrato di Arbus impegnato nei soccorsi alla popolazione dell’entroterra ligure.

Una cerimonia con le autorità locali segnerà il messaggio da tramandare mediante questo progetto: «Un viaggio che intraprenderò – racconta Tripicchio, residente a Monastir – con il tentativo di riannodare un filo che si è spezzato proprio quando Usai è diventato un eroe, dando la sua vita per salvare i suoi concittadini, per poi rientrare ad Arbus avvolto da una mescolanza di culture proprie dell’Italia, la Sardegna e le Cinque Terre». Il percorso continuerà sino a Strasburgo. Arrivo previsto per il 16 settembre. «Qui donerò la nostra bandiera con i quattro mori ai parlamentari europei della Sardegna, con un grido all’Europa». Eccolo. «La verità è che dobbiamo considerarci un unione di popoli, non certo di Stati – aggiunge Tripicchio, presidente dell’Associazione free time -. Le divisioni territoriali sono delle convenzioni che tendono a dividere mentre le differenze culturali sono delle peculiarità che ci possono unire». Per questo durante l’itinerario – patrocinato dalla Presidenza del Consiglio regionale, dall’Anci isolana e dal comune di Monastir, con il supporto del consigliere Modesto Fenu – raccoglierà aneddoti, fiabe, poesie, canzoni, storie e personaggi del popolo sardo per poi portarli nella capitale della politica europea. E nel corso del tour si incroceranno le esperienze dei circoli sardi sparsi per il mondo, un pezzo dell’Isola che porta la cultura sarda per tutti gli angoli dei continenti. «Nessuna battaglia politica – prosegue Tripicchio -. Solo la volontà di mettere insieme le singolarità storico-culturali delle diverse aree della Sardegna, esaltare le unicità dei popoli che da sempre coabitano in questa terra, trasferire e trasmettere le tradizioni di queste genti». Una vera riscoperta delle identità che poi si traducono in una mescolanza di culture, interagendo tra di loro. Uno degli esempi è lo stesso Tripicchio, ischitano ormai affezionato all’Isola. «Per essendo legato alla mia terra d’origine, mi sono appropriato della cultura sarda».

Altra parola chiave del progetto – sponsorizzato da aziende private come Eva Arredamenti, Skirollo, Grafiche Ghiani, Edilwood e Pinna Trasporti – è il turismo.

«Non è una frase fatta. La Sardegna è davvero uno scrigno a cielo aperto. Un tesoro tutto da scoprire, con luoghi incontaminati e bellezze mozzafiato dal punto di vista ambientale e naturalistico. Senza tralasciare l’identità e le tradizioni popolari, che possono portare ad un turismo attivo che riparta dal mondo agropastorale, dall’eno-gastronomia per poi arrivare alle differenti culture contaminate tra loro. Solo col turismo potremo far crescere l’economia.»

Da non tralasciare l’aspetto sportivo. «Anche qui – conclude Tripicchio – c’è una giungla inesplorata anche per catturare i vacanzieri in Sardegna. Si pensi che nel mondo ci sono 5 milioni di persone che si muovono per lo sport, sull’isola confluisce appena l’1% di questa galassia. C’è da fare un salto di qualità, dalla costruzione di piste ciclabili che poi possano servire anche per il trekking attorno alla nostre bellezze paesaggistiche sino alla scoperta di discipline di nicchia come il kayak, la canoa e la vela.»

Nell’avventura ci sarà anche uno staff composto dallo psicologo Giancarlo Labate, Ottavio Caredda (responsabile logistica) ed il cameraman Alessandro Corgiolu che riprenderà tutte le tappe del viaggio per proiettarle in streaming.

Il rientro? «Una grande festa. Poi un po’ di riposo. Adesso c’è però da raggiungere il traguardo di Strasburgo e da compiere la missione, per una Sardegna che valorizzi di più le sue identità per agganciare il treno del turismo».

Piantagione di carciofi 5

I giovani non disdegnano il lavoro agricolo, ma per far crescere il settore occorre favorire il loro ingresso sfruttando i tanti incentivi esistenti, non ultimo l’assegnazione dei terreni pubblici disposta dal Governo. Assegnazione dalla quale mancano a sorpresa i terreni sardi.

La conferma arriva dall’ultimo censimento agricolo che sottolinea un lieve aumento del numero dei giovani che entra in agricoltura. Il tema del ricambio generazionale rimane però attuale e di primaria importanza. Per queste ragioni, se si vuole accrescere la competitività del settore, sostiene Copagri, occorre incentivare al massimo la presenza di giovani imprenditori in campo agricolo.

Le misure incentivanti non mancano. A livello europeo, il Psr ancora in attuazione e quello nuovo in fase di negoziazione con #Bruxelles, prevedono misure per il loro ingresso. Il Governo nazionale, con l’approvazione della recentissima legge 116 dello scorso 11 agosto, ha disposto interessanti agevolazioni per l’acquisto e per l’affitto di fondi rustici, mutui a tasso zero per gli investimenti, garanzia #Ismea e abbattimento del costo della  commissione di garanzia. Con decreto ministeriale pubblicato a fine luglio, sempre il Governo italiano ha disposto la dismissione, per vendita o affitto, del vasto patrimonio demaniale statale. Stupisce che in questi elenchi non vi sia traccia di terreni ubicati in Sardegna. È necessario che la Regione ne chiarisca le ragioni.

«La Regione – ha affermato Ignazio Cirronis, presidente regionale di #Copagri Sardegna – può comunque disporre, a favore dei giovani innanzi tutto, la dismissione del vasto patrimonio agricolo facente capo al demanio regionale tra cui i terreni di Surigheddu e Mamunthanas sui quali è da decenni che si dibatte senza costrutto». I giovani, preferibilmente associati, potrebbero essere indirizzati, per esempio, ad incrementare il tasso di autoapprovvigionamento alimentare sardo come rappresenterebbe la realizzazione di un centro di ingrasso dei vitelli da carne, che oggi vengono trasferiti in continente a sei mesi,  lasciando alla Sardegna il valore aggiunto creato. Va altresì ricordato – precisa Cirronis – che Agris Sardegna dispone di un patrimonio terriero di circa 1.700 ettari. Da anni la Regione ha disposto la dismissione dei beni agricoli pubblici non strettamente necessari ai loro fini istituzionali». 

Il coordinatore regionale si Copagri, Pietro Tandeddu, aggiunge: «Sia chiaro che i terreni agricoli devono essere lasciati all’agricoltura: negli ultimi cinquant’anni si è registrato in Italia un consumo di suolo agricolo di 8 mq al secondo».

Claudio De VIncenti 10 copiaRSU Alcoa

Nonostante la decisione ufficializzata lunedì dai vertici di #Alcoa di chiudere definitivamente lo smelter di alluminio primario, considerato non più competitivo, non abbia costituito una sorpresa rispetto a quanto l’azienda aveva detto e fatto negli ultimi due anni, tra i lavoratori, alcune decine dei quali presidiano lo stabilimento ormai da quasi quattro mesi a #Portovesme, la preoccupazione per il futuro cresce ogni giorno di più. Ciò che non è piaciuto a lavoratori e sindacati, è la tempistica dell’annuncio, accompagnato dalla considerazione sulla non competitività che potrebbe pesare sulle trattative in corso per l’acquisizione degli impianti da parte di un’altra multinazionale (l’ipotesi più accreditata è quella che vede interessata la svizzera Glencore, con la quale è in corso il confronto con Governo e Regione Sardegna).

Anche l’atteso incontro svoltosi ieri a Portovesme tra Azienda e Sindacati, al quale peraltro non si sono presentati i massimi vertici di Alcoa, non ha portato novità, se non la conferma della chiusura definitiva dello stabilimento. Ora, è evidente, la situazione venutasi a determinare richiede un’accelerazione delle trattative per il passaggio di consegne tra Alcoa ed il nuovo soggetto imprenditoriale. Al futuro dello stabilimento è legato quello di circa 600 lavoratori diretti ed almeno altrettanti indiretti, in un territorio già messo in ginocchio da una crisi profonda, la più grave degli ultimi 30 anni, che oggi non può assolutamente permettersi una nuova perdita così rilevante, in assenza di alternative occupative a breve e medio termine.

Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ed il viceministro dello Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, impegnato ormai da un paio d’anni nella #vertenza Alcoa e nella più complessiva #vertenza Sulcis, hanno assicurato che l’annuncio dato da Alcoa non modifica i termini della trattative in corso per cercare di dare un futuro allo stabilimento, ma è chiaro che ai lavoratori, molti dei quali ormai da mesi non ricevono neppure gli ammortizzatori sociali, queste rassicurazioni non bastano e c’è il rischio che la situazione possa precipitare, diventando poi difficilmente controllabile anche dal punto di vista.

L’assessorato regionale del Lavoro ha approvato il 19° elenco di domande ammesse ad accedere al “#Fondo Microcredito Fse”.
La #Sfirs S.p.A., soggetto gestore dell’intervento, notificherà ai 48 nuovi beneficiari l’ammissione all’agevolazione, l’importo concesso (in ogni caso non superiore ai 25mila euro) e le relative condizioni contrattuali.
Il mutuo è rimborsabile a tasso zero in massimo 60 rate mensili ed è riservato a persone con difficoltà di accesso ai canali tradizionali del credito che intendano avviare una nuova iniziativa imprenditoriale in Sardegna o realizzare un nuovo investimento nell’ambito di iniziative esistenti.

Piazza Roma Carbonia 2

Si concludono mercoledì 27 agosto, gli appuntamenti con “#Nottinsieme 2014: shopping e spettacolo a Carbonia”.

Ancora una volta i commercianti del centro cittadino, dopo il successo dei primi otto  appuntamenti, terranno aperte le rispettive attività commerciali sino a mezzanotte, mentre le strade e le piazze del centro città faranno da cornice a un susseguirsi di iniziative che vivacizzeranno la notte cittadina.

La manifestazione estiva di svago, intrattenimento e shopping sotto le stelle, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la #Pro Loco di Carbonia, interesserà Via Gramsci, Piazza Matteotti, Via Fosse Ardeatine, Piazza Roma, parte di Via Nuoro, Via San Ponziano e di Piazza Ciusa.

Tutte le zone interessate dalla manifestazione saranno animate da numerose iniziative: varie postazioni musicali distribuite per le vie e le piazze del centro (alcune delle quali organizzate da bar e pizzerie); esposizione di un centinaio tra hobbisti e produttori agroalimentari del territorio; giocolieri e altri artisti di strada. La serata sarà animata, anche, da “danziamo sotto le stelle”, con Valentina e Matteo, da una grande parata in maschera del gruppo #Sa Mascaredda, dalla magia degli #Artisti di Strada di Sulcircus Tam Tam e dal suggestivo arrivederci della “Fata del Monte Oc”.

In occasione della manifestazione #Nottinsieme, il parcheggio multipiano di Via Verona rimarrà aperto sino alle ore 1.30 della notte.

Le vie del centro cittadino, interessate dalla manifestazione, saranno chiuse al traffico secondo le disposizioni dell’ordinanza n. 163/2014.

Alcoa ingressoGianluigi Rubiu 5 copia

Mentre i lavoratori attendono l’esito dell’incontro tra azienda e sindacati e proseguono il presidio davanti all’ingresso dello stabilimento di Portovesme, dopo la decisione data ieri dai vertici dell’Azienda di chiudere definitivamente il suo smelter di alluminio primario, si registrano altri interventi di rappresentanti delle istituzioni.

«Il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau convochi una seduta straordinaria del consiglio davanti alla fabbrica dell’Alcoa di Portovesme», dice Gianluigi Rubiu, capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, che sollecita una battaglia straordinaria di tutte le forze politiche per tentare il salvataggio dei posti di lavoro.

«La comunicazione ufficiale della multinazionale statunitense – aggiunge il consigliere regionale di Iglesias – sulla chiusura degli impianti, sancita con la serrata della fonderia, era ormai attesa da tempo. Si tratta di una batosta pesantissima per gli operai, che hanno trascorso anche i giorni di ferragosto sull’accampamento davanti allo stabilimento trasformato ormai nel quartier generale della protesta. Il ciclo della produzione dell’alluminio – per anni uno degli imperi economici del Sulcis Iglesiente, con centinaia di operai impegnati nella struttura di Portovesme – è stato messo al tappeto dagli esorbitanti costi dell’energia e dalla crisi globale senza precedenti a seguito anche dell’avvento dei cinesi»

«La politica sorda e miope in questi anni non ha provveduto a creare le condizioni perché il polo del Sulcis diventasse una piattaforma per le lavorazioni, con costi accessibili. Si abbia il coraggio di dire la verità agli operai e la capacità di trovare soluzioni allo stallo. E’ ora che le diverse istituzioni politiche battano un colpo. Il momento è davvero drammatico – prosegue ancora Rubiu – Il polo dell’alluminio è stato per decenni un impianto strategico, con la sicurezza economica garantita per decine di famiglie, ora a forte rischio. Una situazione che è precipitata. E’, inevitabile, dunque, che la politica debba interrogarsi sul futuro della fabbrica e, soprattutto, sulle prospettive occupazionali dei lavoratori. D’accordo, resta un filo sottilissimo di speranza per le trattative con la svizzera Klesch e la Glencore. Dobbiamo però condurre una battaglia unitaria per far sì che non venga smantellata l’ennesima attività produttiva del Sulcis Iglesiente.»

L’assessorato regionale dell’Igiene e sanità ha autorizzato la liquidazione ed il pagamento delle somme a favore dei comuni della Sardegna per i rimborsi a favore delle persone affette da #neoplasia maligna.
I fondi serviranno, in particolare, per rimborsare le spese di viaggio e soggiorno sostenute dalle persone per sottoporsi alla terapia antitumorale presso presidi sanitari situati in un Comune della Sardegna diverso da quello di residenza.

Francesco Sanna copiaAttendati Alcoa 4 copia

«Le ragioni fondamentali che hanno reso lo smelter di Portovesme non competitiva, purtroppo, non sono cambiateContinueremo a rispettare gli impegni assunti per i nostri dipendenti e i nostri stakeholder, in buona fede, come abbiamo sempre fatto.» 

Con queste parole, Bob Wilt, presidente di #Alcoa Primary Products globali, ha commentato ieri la decisione di chiudere definitivamente il suo smelter di alluminio primario di Portovesme. Nella nota aziendale, viene sottolineato inoltre che «per quanto impegnata a governo e sindacati, #Alcoa ha fornito sostegno finanziario sociale, insieme a servizi di outplacement e di reimpiego per i dipendenti. La chiusura è in linea con la strategia di Alcoa per creare un business commodity a livello globale competitivo e ridurre la sua posizione sulla curva dei costi di produzione dell’alluminio mondo per i 38 th percentile entro il 2016. Totale oneri di ristrutturazione legati per il terzo trimestre 2014 come conseguenza della chiusura dovrebbero essere tra $ 170 milioni 180 milioni dollari al netto delle imposte, o tra $ 0,14 e 0,15 dollari per azione, di cui circa il 60 per cento non è in denaro».

«Gianni Agnelli diceva: quel che va bene alla #Fiat va bene all’Italia. Non possiamo dire altrettanto di #Alcoa e della sua intenzione – del resto già conosciuta da oltre due anni – di confermare la chiusura dello stabilimento italiano di Portovesme. Quello che oggi va bene ad Alcoa non può andar bene all’Italia e a chi ha la responsabilità delle sue politiche industriali.» Lo ha detto Francesco Sanna, deputato e membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico, commentando le dichiarazioni del manager #Alcoa Bob Wilt.

«La comunicazione di #Alcoa al mercato – ha aggiunto il deputato di Iglesias – serve molto probabilmente alla #corporation USA per poter scontare i costi della chiusura nel bilancio 2014 e per confermare che essa non produrrà più di 3,6 milioni di tonnellate di alluminio primario in tutti i suoi impianti nel mondo. Non influisce sulle attività che Governo e Regione Sardegna stanno ponendo in essere per favorire la ricollocazione dell’unico impianto italiano di produzione di alluminio primario. Nella sua dichiarazione Bob Wilt, il responsabile mondiale Alcoa della produzione di alluminio, trova però modo di confermare gli impegni della società, rimandando agli accordi presi con l’esecutivo ed il sindacato. Gli impianti, dunque, verranno lasciati in condizione di essere avviati, i costi di riavvio saranno sostenuti dalla società e questo consente al Governo di ridefinire chiaramente un quadro certo di costi energetici che, insieme alla possibilità di un contratto di sviluppo per favorire la ristrutturazione dello stabilimento, indichi la via del rilancio nel sito.»

«Ci auguriamo quindi che la ripresa produttiva avvenga rapidamente – ha concluso Francesco Sanna -, con il farsi avanti di imprenditori coraggiosi e capaci. Se vi fosse bisogno di interventi legislativi, il Partito Democratico in Parlamento darà tutto il necessario supporto.»