29 August, 2025

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Questa sera, in piazza Giovanni Paolo II (lato via Lombardia nei pressi della Scuola Elementare Ciusa), a Carbonia, è stata inaugurata la scalinata ristrutturata e riqualificata dai volontari dell’associazione “Senso Comune”, per commemorare Paolo Borsellino e la scorta vittime della strage di via D’Amelio nella ricorrenza del 27° anniversario dell’attentato di matrice mafiosa. Ricordiamo che Carbonia ha già dedicato, qualche anno fa, ad Emanuela Loi, l’Istituto Ipia di via Dalmazia.

Un’iniziativa all’insegna del decoro urbano concretizzatasi anche attraverso interventi di pulizia e sfalcio dell’erba nelle aiuole, messa a dimora di piante, potatura di arbusti, manutenzione di panchine, cestini, fioriere, tinteggiatura dei muretti delle aiuole situate nella piazza Giovanni Paolo II.

Gli interventi dell’associazione “Senso Comune” sono stati realizzati con il patrocinio del comune di Carbonia.

Dopo il saluto di Monica Pinna, rappresentante dell’associazione di volontariato “Senso Comune”, che ha ricostruito l’attività portata avanti nei primi mesi seguiti alla sua costituzione, il sindaco di Carbonia, Paola Massidda, ha portato i saluti dell’associazione. Sono seguiti gli interventi di Claudia Loi, sorella di Emanuela, e del deputato Pino Cabras.
A quel punto, è stata inaugurata la scalinata con la rimozione del drappo azzurro e la benedizione del parroco, don Marco Olianas.
Infine, sono stati letti i nomi delle vittime della strage di via D’Amelio, riportati sui gradini della scalinata.

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«I sindaci del Sulcis dicono di difendere i lavoratori RWM ma operano per mandarli a spasso»

di Andrea Pubusa (difensore dei Comitato per la riconversione della RWM nel ricorso al Tar contro il raddoppio degli impianti).

Giusto battersi per difendere i posti di lavoro. Ma i sindaci dovrebbero capire il contesto e la prospettiva. E quelli del Sulcis mostrano di non vedere al di là del loro naso. Sintetizza bene questa situazione il sindaco di Perdaxius avv. Trullu, che da giurista sentenzia: «Purtroppo con l’ideologia e i dettami della Costituzione non si mangia…». Ora, intanto. la Costituzione ha consentito agli italiani di vivere dignitosamente e in democrazia, ma è forse bene ricordare a Trullu e agli altri di cosa si sta parlando.
La materia della produzione e del commercio di armi da guerra è disciplinato da norme dell’ordinamento interno e da quello sovranazionale. Anzitutto dalla nostra Costituzione (art. 11), della legge italiana 185/1990, che proibisce esportazione e transito di armi «verso i Paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani», e dal Trattato sul commercio delle armi dell’ONU del 2 aprile 2013 (Arms Trade Treaty – ATT), ratificato dall’Italia come primo Paese UE. Ora sarà anche vero – secondo la scuola giuridica di Perdaxius – che i dettami della Costituzione non danno pane, ma imprimono all’ordinamento, al governo e…anche ai sindaci un indirizzo inderogabile. L’art. 11 pone due enunciati fondamentali: a) il ripudio della guerra come strumento di risoluzione di controversie internazionali o di oppressione di altri popoli; b) la costruzione di un ordinamento internazionale di “pace e giustizia” fra le nazioni, anche a costo di veder limitata di propria sovranità (“a parità di condizioni con gli altri stati”). Sviluppando questo indirizzo, nel luglio 1990, dopo una straordinaria mobilitazione della società civile “Contro i mercanti di morte”, le Camere hanno approvato la legge n. 185/1990 “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento“. La legge, una tra le più restrittive a livello mondiale, introduce precisi limiti: vietato vendere armi a Paesi in stato di conflitto armato, a Paesi la cui politica contrasti col ripudio della guerra sancito dalla nostra Costituzione, a Paesi sotto embargo delle forniture belliche da parte delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea, a Paesi responsabili di accertate gravi violazioni alle Convenzioni sui diritti umani, a Paesi che, ricevendo aiuti dall’Italia, destinino al proprio bilancio militare risorse superiori alle esigenze di difesa.
C’è di più, cari sindaci del mio Sulcis, c’è l’Arms Trade Treaty – ATT, il Trattato sul commercio delle armi, il primo strumento giuridico di portata globale che stabilisce dei criteri per l’autorizzazione (o proibizione) di trasferimenti di armi convenzionali. Adottato dall’Assemblea Generale dell’ONU il 2 aprile 2013, esso è entrato in vigore il 24 dicembre 2014, tre mesi dopo il conseguimento delle 50 ratifiche necessarie e in un processo eccezionalmente rapido. Ad oggi, il Trattato conta 96 Stati parte e 130 firmatari. Primo nel suo genere, l’ATT persegue due obiettivi principali: disciplinare o migliorare la regolazione del commercio di armi convenzionali e prevenire / eliminare il traffico illecito delle stesse, al fine di contribuire alla sicurezza internazionale, ridurre sofferenze umane e promuovere l’azione responsabile degli Stati in questo settore. Senza dilungarci sul contenuto del Trattato si rinvia alla lettura delle disposizioni contenute negli articoli 6 e 7, dalle quali si desume il regime delle proibizioni in particolare all’uso per la commissione di atti di genocidio, crimini contro l’umanità o violazioni delle Convenzioni di Ginevra del 1949.
L’Italia è stata il primo paese dell’Unione Europea a ratificare l’ATT (settembre 2013), dunque, anche voi della “Repubblica del Sulcis” siete vincolati!
Ma non basta! Il Parlamento europeo ha approvato una Risoluzione il 4 ottobre 2018 sulla situazione nello Yemen, nella quale si denuncia una grave crisi umanitaria tale da annoverare l’offensiva della coalizione a guida saudita – sulla base di una relazione dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dell’agosto 2018 fra i crimini di guerra. In particolare – si legge nella Risoluzione – «nel giugno 2018, la coalizione guidata dall’Arabia Saudita e dagli Emirati arabi uniti (EAU) ha avviato un’offensiva volta a conquistare la città di Hodeida», che «secondo l’organizzazione Save the Children […] ha causato centinaia di vittime tra i civili». […] «Il 9 agosto 2018 un attacco aereo sferrato dalla coalizione guidata dai sauditi ha colpito uno scuolabus in un mercato nella provincia settentrionale di Saada, uccidendo varie decine di persone tra cui almeno 40 bambini, la maggior parte dei quali di età inferiore ai 10 anni». «Due settimane dopo, il 24 agosto, la coalizione guidata dai sauditi ha lanciato un nuovo attacco in cui hanno perso la vita 27 civili, per la maggior parte bambini, che stavano fuggendo dalle violenze nella città assediata di Hodeida, nel sud del paese»; inoltre, «la campagna guidata dai sauditi e gli intensi bombardamenti aerei, compresi gli attacchi indiscriminati in zone densamente popolate, aggravano l’impatto umanitario della guerra; che le leggi di guerra vietano attacchi deliberati e indiscriminati contro i civili e obiettivi civili quali scuole e ospedali».[…]. «Alla luce delle conclusioni del gruppo di eminenti esperti indipendenti internazionali e regionali, detti attacchi possono costituire crimini di guerra e che le persone che li commettono possono essere per tale motivo perseguite». […] «Dal marzo 2015 più di 2.500 bambini sono stati uccisi, oltre 3.500 sono stati mutilati o feriti e un numero crescente di minori è stato reclutato dalle forze armate sul campo; che le donne e i bambini risentono in modo particolare delle ostilità in corso; che, secondo l’UNICEF, quasi due milioni di bambini non sono scolarizzati, il che compromette il futuro di un’intera generazione di bambini yemeniti come conseguenza dell’accesso limitato o nullo all’istruzione, rendendo tali bambini vulnerabili al reclutamento militare e alla violenza sessuale e di genere». Per queste ragioni, prosegue la Risoluzione, «nell’agosto 2018 una relazione dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha concluso che vi sono ragionevoli motivi per ritenere che tutte le parti implicate nel conflitto nello Yemen abbiano commesso crimini di guerra», giacché vengono utilizzate «armi pesanti in zone edificate e densamente abitate, attaccando anche ospedali e altre strutture non militari».
Basta questa sintesi molto parziale del documento, che delinea un vero e proprio film degli orrori, per comprendere quanto l’esportazione di ordini all’Arabia Saudita, compresi quelli fabbricati a Domusnovas, si configuri come un’attività contro il dettato della nostra Costituzione e delle nostre leggi nonché dei Trattati internazionali.
Cari sindaci sulcitani, perché vi ricordo tutto questo? Per dirvi che la presa di posizione del presidente del Consiglio Conte e del vicepremier Di Maio non sono espressione di  “una ideologia“, come avete, sprezzantemente e improvvidamente, detto voi nell’incontro dell’altro giorno. No, è semplicemente l’esecuzione di un insieme di norme e di risoluzioni nazionali e sovranazionali, che vincolano il governo italiano. Il che vuol dire che prima o poi la produzione di armi da guerra della RWM a Domusonovas deve cessare. Di più vuol dire che è saggio mettersi subito sulla strada di individuare e chiedere alternative. L’unica prospettiva seria a tutela dei lavoratori è lavorare subito alla riconversione, come mi pare abbia detto la diocesi di Iglesias («Condanniamo le morti in Yemen e diciamo no alla disoccupazione»). Se no, la RWM chiuderà e i lavoratori andranno a spasso, ma non a causa dei dettami costituzionali, a causa della insipienza dei sindaci e dei politici del Sulcis!

P.S. Da sulcitano, che ha vissuto l’ultimo mezzo secolo della lotta sociale nel Sulcis dalla parte del movimento operaio, mi sia consentito uno sfogo. Che pena vedere sindaci, che non sanno che quel territorio è stato la culla del pacifismo socialista fin dalla fine dell’800!

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Dopo l’anteprima in musica con il concerto degli Snarky Puppy a Fordongianus, anche il teatro trova spazio tra gli eventi che fanno da preludio al ricco corpus del festival Dromos, che dal primo al 15 agosto concentrerà la sua ventunesima edizione tra Oristano e altri centri della sua provincia – Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Mogoro, Morgongiori, Neoneli, Nureci, San Vero Milis, Ula Tirso e Villa Verde, con uno “sconfinamento” nel Nuorese, a Ortueri, ed un’appendice il 31 agosto a Bauladu.
Questa sera, nel magnifico scenario dell’area archeologica di Tharros, in territorio di Cabras, primo appuntamento con il trittico di spettacoli proposti sotto il titolo “Parole alla luna”: in scena, con inizio alle 21.30 ed ingresso libero, la “Medea” rappresentata dal gruppo teatrale del Liceo Classico “De Castro” di Oristano, con la regia e l’allestimento di Matteo Loglisci. La controversa protagonista della tragedia di Euripide che, sedotta e abbandonata, per vendicarsi uccide i figli, è interpretata da Sara Abis, affiancata da Mattia Capotosto (Giasone), Agata Casula (nutrice), Ludovica Maccioni (pedagogo/Egeo), Vittoria Vacca (pedagogo), Sebastiano Corona (Creonte), Elisabetta Pippia (nunzio), Gioia Muroni (Glauce), Anna Murgia, Michela Fadda, Giorgia Mandras, Ruben Contini (coro). L’opera, nella traduzione di Maria Grazia Atzeni e Gianluca Pietro Raffaele Arca, è stata rappresentata lo scorso 25 maggio nell’antico teatro greco di Akrai, a Palazzolo Acreide, dove il gruppo teatrale degli studenti del liceo classico oristanese è stato selezionato, unico in Sardegna, e per la terza volta consecutiva, dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico per partecipare al Festival del Teatro Classico dei Giovani che si svolge ogni anno nella cittadina sicula, contemporaneamente alla stagione del teatro Classico di Siracusa.
Prossimi spettacoli in programma per la rassegna “Parole alla luna”, “Era l’allodola?”, di e con Daniele Monachella e Carlo Valle, in scena nell’area archeologica di Tharros il 13 agosto, e, il 24, “Dalla luna ai menhir“, di Bepi Vigna, una produzione della compagnia cagliaritana Il Crogiuolo con la voce recitante di Rita Atzeri e Nicola Agus alle launeddas.

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Ancora incendi in Sardegna, su 11, 4 hanno richiesto l’intervento degli elicotteri del Corpo forestale regionale.

A Portoscuso, in località Concali de su graboni, è intervenuto un elicottero regionale del Corpo forestale proveniente dalla base elicotteri di Marganai. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal personale del Corpo forestale della Stazione di Sant’Antioco, coadiuvato dal personale eliportato del CFVA, da una squadra dei Vigili del fuoco di Carbonia e dal personale delle organizzazioni di volontariato S.E.R. Carbonia e A.D.A.V.D. Gonnesa. L’incendio ha interessato macchia mediterranea e incolti. Il mezzo aereo intervenuto ha lasciato la zona delle operazioni alle ore 17.10.

A Nuoro, in località S’Ena ‘e sa Pira, è intervenuto un elicottero regionale del Corpo forestale proveniente dalla base elicotteri di Farcana. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal personale del Corpo forestale della Stazione di Nuoro, coadiuvato dal personale eliportato del CFVA, dal personale FoReSTAS dei cantieri di Orune-Cuccumacche e Nuoro-Ugolio e da una squadra dei Vigili del fuoco di Nuoro. L’ incendio ha interessato una superficie a pascolo alberato con sughera di 0.7 ettari. Il mezzo aereo intervenuto ha lasciato la zona delle operazioni alle ore 12.15, incendio in bonifica con i mezzi a terra fino alle ore 14.25. Il Corpo forestale ha comunicato notizia di reato all’autorità giudiziaria per causa presunta colposa.

A Seui, in località Miniere Corongiu, è intervenuto un elicottero regionale del Corpo forestale proveniente dalla base elicotteri di San Cosimo. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal personale del Corpo forestale della Stazione di Seui, coadiuvato dal personale eliportato del CFVA e dal personale FoReSTAS dei cantieri di Seui-Sa Senega e Seui-Monte Lusei.

L’incendio, originato su una cunetta stradale non pulita, ha interessato circa 300 mq di lettiera in pineta privata, senza peraltro danneggiare le strutture arboree. Il mezzo aereo intervenuto ha lasciato la zona delle operazioni alle ore 13.30, incendio in bonifica con i mezzi a terra fino alle ore 15.10.

A Capoterra, in località S.S. Sulcitana km 14+800, infine, è intervenuto un elicottero regionale del Corpo forestale proveniente dalla base elicotteri di Pula. Le operazioni di spegnimento sono state dirette dal personale del Corpo forestale della Stazione di Capoterra, coadiuvato dal personale eliportato del CFVA, da una squadra dei Vigili del fuoco di Cagliari e dal personale delle organizzazioni di volontariato Misericordia Capoterra e ACSM Uta. L’incendio ha interessato una superficie incolta. Il mezzo aereo intervenuto ha lasciato la zona delle operazioni alle ore 16.30.

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L’assessorato regionale dell’Urbanistica ha pubblicato l’avviso per il “Finanziamento di interventi di manutenzione, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione finalizzati al recupero e alla riqualificazione del patrimonio immobiliare privato ricadente nel territorio regionale”. Sono ammessi a finanziamento gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, mentre sono esclusi gli interventi di demolizione e ricostruzione dell’intero edificio e quelli attivati precedentemente alla data di pubblicazione dell’avviso.

«Si tratta di una misura importante – spiega Quirico Sanna, assessore regionale dell’Urbanistica – per incentivare il mantenimento e il miglioramento del decoro urbano delle nostre città e dei nostri paesi ma anche per favorire il contrasto allo spopolamento. Il risultato sarà una più alta qualità architettonica, cioè luoghi più attrattivi, e una migliore qualità di vita delle popolazioni insediate.»

Le domande di partecipazione potranno essere compilate e registrate dalle 12.00 del 29 luglio 2019 fino alle 12.00 del 10 settembre 2019 attraverso l’utilizzo della piattaforma telematica al link https://sportellobandi.regione.sardegna.it/index.html . La trasmissione della domanda (click day), invece, dovrà essere effettuata a partire dalle 12 del 17 settembre 2019 fino alle 12.00 del 23 settembre 2019.

L’assessore regionale dell’Urbanistica e degli Enti locali Quirico Sanna.

 

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«La vicenda dei lavoratori AIAS, oltre a colpirmi sul piano umano in quanto è inconcepibile che dei padri e delle madri debbano restare per mesi e mesi senza la possibilità di sostentare le proprie famiglie e vivere una vita dignitosa, rafforza in me la convinzione che è giunto il momento di chiarire una volta per tutte le diverse responsabilità insite nella vertenza e che negli ultimi anni, in particolare con la precedente giunta regionale di centrosinistra, non sono state, evidentemente, individuate.»

Il consigliere regionale del PSd’Az Fabio Usai ha iniziato così, ieri, il suo intervento nella “commissione di inchiesta” sull’AIAS.

«E’ arrivato il momento di fare piena chiarezza senza più ricorrere a sotterfugi, perdite di tempo o inutili scappatoie che non risolvono da una parte le problematiche dei lavoratori e dall’altra non concorrono a migliorare la qualità della prestazione sanitaria ai pazienti gravi in carico all’associazione – ha aggiunto Fabio Usai -. È preciso dovere dell’assessore della Sanità Mario Nieddu, ovvero di colui che presiede il tavolo tecnico di ricognizione sui debiti-crediti dell’AIAS, ha affermato Usai, intervenire in maniera netta per fare finalmente chiarezza sui contenziosi economico-giudiziari che da anni contrappongono l’associazione di assistenza agli spastici all’azienda sanitaria e dunque all’amministrazione regionale.
Se è necessario, e sono certo che lo sia, il tavolo tecnico istituito per stabilire le rispettive responsabilità, nonché i crediti e debiti realmente dovuti, venga rafforzato con tutte le competenze umane necessarie per arrivare a questo scopo. È necessario rafforzare l’organismo con le migliori competenze umane e tecniche, onde evitare che lo stesso diventi un contenitore vuoto impossibilitato a compiere reali accertamenti sulle migliaia di documenti da analizzare e si ripetano gli errori del passato quando agli interventi (evidentemente) di facciata non hanno mai corrisposto risultati concreti.»

«Non c’è più un minuto da perdere – ha concluso Fabio Usai – i lavoratori attendono, legittimamente, risposte così come le famiglie dei pazienti, e in generale le attendono i cittadini stanchi di assistere a questo stillicidio di polemiche, accuse e proteste in una vertenza che da tempo ha assunto un carattere sociale di rilevanza regionale. Solo con l’accertamento delle rispettive responsabilità sarà possibile intervenire in modo puntuale sulla vertenza e normalizzare una situazione ormai diventata ingestibile. Innanzitutto, partendo dal riconoscimento degli stipendi dovuti ai dipendenti e la garanzia sul loro pagamento puntuale.»

Fabio Usai, al centro, tra il presidente della commissione d’inchiesta Gianfranco Ganau ed il presidente della commissione Salute e Politiche sociali Domenico Gallus.

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E’ in programma domani, sabato 20 luglio, a Carbonia, in località Sirai, la seconda edizione dell’evento “Sapori di Casa”, sul piazzale di circa 2.200 metri quadrati di proprietà della Cooperativa Allevatori Sulcitani, promotrice dell’evento organizzato con il patrocinio del comune di Carbonia.

«Si tratta di una vera e propria festa con protagoniste le aziende del settore rurale ed agroalimentare, che proporranno le proprie produzioni in una serata all’insegna del divertimento, della spensieratezza, della genuinità, della musica e, soprattutto, della degustazione dei migliori piatti della tradizione della nostra cucina locale», ha detto il sindaco Paola Massidda.

Sono state coinvolte, sulla scorta di quanto messo in campo lo scorso anno, le attività commerciali del territorio in una fiera in cui produttori, imprenditori, artigiani, Partite Iva e hobbisti esporranno, all’interno di appositi stand, i loro prodotti tipici, sabato 20 luglio, dalle ore 16.00 fino a tarda notte.

Di seguito pubblichiamo il programma dettagliato dell’evento:
• Ore 16.00: esposizione agroalimentare;
• Ore 17.00: escursione in mountain bike;
• Ore 18.00: intrattenimento musicale;
• Ore 20.00: cena sotto le stelle;
• Ore 21.00: musica live e cabaret.

«L’iniziativa mira a replicare il successo della prima edizione, quando si registrò un’ampia partecipazione di cittadini, attività produttive, associazioni sportive, musicali, culturali e di intrattenimento – ha spiegato l’assessore della Cultura e del Turismo Sabrina Sabiu -. In quell’occasione, ad esporre le proprie eccellenze furono produttori di formaggi, panifici, ristoratori, vinifici, pastifici, salumifici, produttori di birre artigianali, apicoltori, torronifici, biscottifici e liquorifici.»

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Articolo UNO Sardegna chiede al presidente Christian Solinas che «la Regione prenda posizione sul caso Russia e sull’autonomia differenziata».

«Le forze di maggioranza che stanno in Regione, in particolar modo la Lega, non possono nascondersi di fronte alle loro responsabilità – si legge in una nota diffusa questo pomeriggio -. L’accusa di aver trattato una tangente da più di 60 milioni per favorire delle imprese russe è molto grave. Il Parlamento sardo deve discuterne e la maggioranza deve dire cosa pensa di queste indagini che stanno mettendo seriamente in difficoltà il ministro dell’Interno, che ha il dovere di rispondere. Per noi è importante che il Consiglio regionale si esprima e dica la sua affermando la netta contrarietà a operazioni tangentiste di questo genere, qualora fossero confermate.»

«Stessa richiesta la facciamo sul tema della autonomia differenziata: a chi dice prima i sardi, prima gli altoatesini, prima i veneti, prima i siciliani e quant’altro, e che sa che questa scelta politica produrrà effetti devastanti nelle regioni più povere – si legge ancora nella nota di Articolo Uno Sardegna -. Autonomia differenziata si traduce, in questo caso, come secessione che non è nemmeno più il federalismo di cui si parlava fino a qualche tempo fa. Se dovesse trovare applicazione, questa scelta scellerata sarebbe un fatto molto grave che andrebbe a minare l’unità dello Stato creando discriminazioni anche per le regioni, come la nostra, tutelate dall’autonomia.»

«Il presidente Solinas e le forze di governo devono rendersi conto e farsi carico di questa minaccia all’integrità della nostra Regione e del Paese. Chiediamo che su questo tema venga espressa una posizione chiara e di opposizione rispetto al Governo Centrale. Chiederemo che si esprima il Parlamento Sardo. I due consiglieri, Daniele Cocco ed Eugenio Lai, di Articolo UNO LeU Sardigna – conclude la nota – daranno battaglia durissima su questi temi attraverso due mozioni che saranno depositate nei prossimi giorni.»

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Si è concluso a San Martino di Castrozza il 6° Camp Jeep® 2019, l’evento più importante per gli appassionati e proprietari di vetture Jeep in Europa. L’appuntamento di quest’anno si è contraddistinto per l’attenzione all’eco-sostenibilità e l’impegno verso il patrimonio boschivo locale. Tutti i tronchi di legno utilizzati per l’allestimento dell’area Camp sono stati recuperati infatti dagli alberi crollati durante i temporali che lo scorso autunno hanno colpito i boschi limitrofi all’area dell’evento. Sono i cosiddetti ‘schianti’ che, solo nella Valle di Primiero dove è andato in scena il Camp Jeep, hanno interessato una superficie boschiva pari a 1.400 ettari.
100 metri cubi di tronchi per un totale di 250 tonnellate di legno sono stati utilizzati per realizzare l’allestimento – un contributo importante da parte del marchio Jeep alla sostenibilità locale che consentirà di accelerare il processo di rimozione e smaltimento necessario ad avviare il rimboschimento. Senza considerare gli ulteriori 360 metri cubi di cippato che sarà riutilizzato come concime.
Per ripercorrere le fasi più importanti della manifestazione che si è svolta dal 12 al 14 luglio, ed ha visto oltre 700 SUV Jeep e più di 1.500 persone presenti, è stato previsto un portale web dedicato: www.campojeep.tv .

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«C’è il massimo impegno della Regione per far crescere in Sardegna un ecosistema favorevole allo sviluppo delle attività aerospaziali.»
Lo ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas, che stamattina a Villa Devoto ha incontrato una delegazione di operatori del settore aerospaziale guidata dal professor Giacomo Cao, presidente del Dass (Distretto aerospaziale della Sardegna), in occasione delle iniziative previste per il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna.

«Bisogna consolidare l’idea – ha aggiunto il presidente Christian Solinas – che la Sardegna non può essere solo turismo, solo ambiente, solo agricoltura, ma può e deve diventare, grazie ai suoi grandi punti di forza e alle sue eccellenze, anche un centro di riferimento nazionale per i progetti legati alla ricerca e all’innovazione.»

Oltre al professor Giacomo Cao, erano presenti all’incontro anche Gaetano Bergami, presidente del distretto aerospaziale dell’Emilia-Romagna, Marco Brancati, chief technology officer di Telespazio, Alessio Bucaioni, ceo di Wes Trade e coordinatore del progetto Bat, che vede coinvolta anche Airbus, Alberto Scanu, amministratore delegato della Sogaer, e Marcello Spagnulo, autore del libro “Geopolitica dell’esplorazione spaziale – La sfida di Icaro nel terzo millennio”.