6 April, 2025
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Questo non è un racconto di Natale. E’ un racconto sul mondo squilibrato in cui viviamo.
Si immagini una mamma, che ha dieci figli, sostenuta economicamente per il loro mantenimento dal marito che lavora lontano e che le invia mensilmente lo stipendio. Immaginiamo che questa madre decida di nutrire quotidianamente due figli e di nutrire solo una volta la settimana gli altri 8 figli. Passano gli anni e un bel giorno il marito, ritornando a casa, scopre che due figli sono belli, alti, robusti, mentre gli altri otto sono gracili, tristi, poco sviluppati e anche meno intelligenti. Chiede spiegazioni sullo stato dei figli e la moglie risponde che per motivi di bilancio aveva dovuto scegliere chi alimentare bene e chi trascurare. Il marito si scandalizza e ordina alla moglie di nutrire tutti i figli in ugual misura. Poi riparte.
La moglie obbedirà?
Qualcosa di simile è avvenuto il 17 dicembre 2024.
Si tratta di una decisione della Corte Costituzionale che dovrebbe riguardare anche i nostri ospedali.
In quel giorno (17 dicembre 2024) è avvenuta una curiosa coincidenza: mentre un “Forum” per la Sanità del Sulcis Iglesiente inviava una lettera alla Regione Sardegna lamentando che la nostra Sanità territoriale è in gravi difficoltà a causa della impossibilità di assumere personale sanitario e di fare acquisti, nelle stesse ore i Giudici della Corte Costituzionale emettevano una sentenza dal tenore simile. Con quella sentenza la Corte, a nome del Governo, ha creato le premesse per obbligare la Regione Puglia a restituire alle ASL (Aziende Sanitarie Locali), il potere di assumere il personale sanitario necessario. Potere che la Regione aveva, invece, conferito ad un suo ente strumentale chiamato ARES. Tale Ente ha
il potere di assumere personale e acquistare strumenti sanitari destinati agli ospedali secondo la sua discrezionalità. Ne consegue il pericolo che alcuni ospedali vengano arbitrariamente “ben nutriti” mentre altri, rimangano “a digiuno” e deperiscano. Pare che il fatto sia frequente.
Secondo la Corte, la Regione Puglia che ha attribuito ad ARES (Azienda Regionale Sanità) quelle competenze togliendole alle ASL ha torto perché è «entrata in contrasto col principio fondamentale espresso dal decreto legislativo, n° 502 del 1992 , violando l’articolo 117, terzo comma della Costituzione». Quella legge del 1992, infatti, attribuisce specificamente alle ASL territoriali la funzione di amministrare i fondi per le assunzioni e gli acquisti. Quindi, nel nostro caso, tale funzione dovrebbe appartenere alle nostre ASL provinciali (che invece ne sono private) e non ad ARES.
Tale sentenza avrà effetti su tutto il territorio nazionale, pertanto, anche in Sardegna. Ebbene, l’autorevole sentenza dei Giudici fa il paio con la lettera che il Forum per la salute del Sulcis Iglesiente ha sottoscritto lo stesso giorno 17 dicembre 2024 e il cui testo è in attesa di pubblicazione.
Qui entriamo nel mondo del mistero, quasi da romanzo di fantascienza. Dato che la sentenza n° 202/2024 della Corte costituzionale certifica che il Governo si oppone alla sottrazione di potere delle ASL per gli stessi identici motivi che vengono contestati sia dal Forum del Sulcis Iglesiente, sia dai sindaci del territorio, come è possibile che per diversi anni le ASL siano state espropriate del potere di fare acquisti e di assumere il personale sanitario necessario? Perché si è lasciato che a causa di quella sottrazione la Sanità provinciale crollasse? Gli ospedali DEA di I livello non funzionassero? I medici di base entrassero in crisi? I malati di tutta la regione fossero costretti ad affluire in massa agli ospedali di Cagliari e Sassari, mandandoli in scompenso funzionale? Vi è stato un qualche meccanismo decisionale che ha condotto all’atrofia fisica del sistema sanitario regionale-provinciale, lasciando sviluppare
solamente il sistema sanitario di Cagliari e Sassari. Il risultato è simile a quello ottenuto nell’improbabile storia raccontata all’inizio: sono state generate due categorie di ospedali, quelli dominanti e quelli inferiorizzati.

Vengono alla mente quei racconti di fantascienza del secolo scorso prodotti da autori come Aldous Huxley (Mondo Nuovo) o George Orwell ( 1984). In quei classici della fantascienza si fabbricavano ad arte diverse caste umane: quelle dominanti e quelle sottomesse. Lo si faceva alimentando meglio gli embrioni umani destinati a dominare e affamando gli embrioni destinati a restare deboli, fisicamente e mentalmente, per essere schiavizzati. In quei mondi fantastici era possibile mantenere il potere sul popolo attraverso la gestione viziata dell’informazione (George Orwell). E’ una fantasia che in realtà fu storia reale nel tempo in cui il mondo era diviso in caste. In India le caste furono dichiarate illegali solo con la Costituzione del 1947. Fino ad allora le persone erano predestinate fin dalla nascita a essere dominanti o serve. Eppure, nonostante le caste siano state abolite, tutt’oggi i Dalit (Paria = Casta) sono predestinati per tradizione ad essere allevati allo scopo di raccogliere dalle strade lo sterco con le mani e non hanno altro destino. Fino a ieri esistevano ancora le caste dei Brahmane o sacerdoti, dai Ksetriya o guerrieri, dai Veysia o commercianti, e dai Paria o intoccabili. Con l’avvento della democrazia, e il riconoscimento della “uguaglianza” come diritto fondamentale dei cittadini, le caste sono finite per legge. L’evidenza su quanto sia recente l’evoluzione della civiltà, con la scoperta del pari diritto per tutti i cittadini, ci fa comprendere quanto sia possibile fare passi indietro se non si sta attenti.
Esistono anche altre forme per stratificare la società. Un altro modo per esempio è il tentativo di dare servizi sociali differenziati, siano essi l’istruzione, i trasporti pubblici, o la Sanità. Ne può derivare una sanità pubblica eccellente, oppure di media portata, oppure così-così, oppure annullata.
Oggi questa sentenza, nata dall’impugnazione del Governo contro una delibera della regione Puglia che accentrava le decisioni su assunzioni e acquisti in un ente strumentale, rimuovendone la competenza dalle Aziende Sanitarie locali (ASL), farà storia.
Adesso aspettiamo l’adeguamento della Regione Sardegna alle prescrizioni dei Giudici dell’Alta Corte.

Mario Marroccu

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Il Sistema sanitario pubblico, in Sardegna, ha acquistato nuove macchine per l’estrazione dello RNA del Coronavirus, destinate a: Sassari, Olbia, Nuoro, Oristano. Le ASSL non ancora dotate di test per scovare i portatori Covid, sono quelle di Carbonia Iglesias, Lanusei e Sanluri.

Per spiegare meglio l’enorme importanza di questa dotazione di laboratorio per la caccia al Coronavirus, è necessario illustrare quanto sia fondata la richiesta urgente del servizio di “Diagnostica molecolare” per la ASSL di Carbonia Iglesias.

Questo è lo stato dei fatti, oggi 24 Maggio 2020:

-1- Il Paese è ripartito “alla cieca”.

-2- Non c’è un piano di “test e tamponi”.

-3- Non si parla più di “tracciamento digitale”.

-4- Non abbiamo neppure un’adeguata scorta di mascherine.

-5- La “Fase 2”  è difficilissima, eppure ci stiamo presentando inermi davanti al virus.

-6- Stiamo vedendo, soprattutto nelle regioni del Nord, “assembramenti” sui mezzi di trasporto.

-7- Ascoltiamo quotidianamente decreti di cui non vediamo l’efficacia.

-8- Manca la liquidità.

-9- Manca il “progetto nazionale per la ripresa”.

-10- Si lamentano ritardi per la “cassa integrazione”.

-11- Pare vi siano ritardi delle banche locali per far arrivare finanziamenti.

-12- Ritardi nei pagamenti di stipendi e fornitori.

-13- Niente piani per salvare l’occupazione.

Altro che “ricostruzione post-bellica!”.

Questa è una sintesi degli analisti economici dei giornali più letti e non schierati politicamente.

Vediamo ora un tentativo di analisi da un punto di vista medico-biologico della situazione.

Stiamo assistendo ad una “partenza alla cieca”, in un mondo primordiale di virus e microbi, che competono con gli altri esseri viventi. 

Alcuni di questi virus sono buoni: i “commensali”.

Altri sono patogeni: i parassiti obbligati, come i coronavirus.

Ogni specie fa una “guerra all’ultimo sangue” per la sopravvivenza a danno delle altre specie.

Questo concetto, della coesistenza non pacifica tra specie viventi, fu ben chiaro agli scienziati del 1800 e del 1900 quando si definiva il rapporto tra Uomini e Microbi con termini adatti a descrivere la violenza in guerra. Il professor Spanedda introduceva le sue lezioni di Immunologia con espressioni di Aldous Huxley dipingendo retoricamente la “Natura” “rossa di sangue nei denti e negli artigli”. I termini usati nei testi di Medicina richiamano sempre la cieca violenza, come: “aggressore” per i virus, mentre l’Uomo attaccato “mobilita forze difensive”. Il Medico “combatte” le malattie per “conquistare” la guarigione e, talvolta, perisce anch’esso nello scontro.

In questa Pandemia abbiamo visto tutti questi elementi di asprezza delle forze cattive della Natura quando si sviluppa la malattia.

Abbiamo anche visto che il Coronavirus è buono con i pipistrelli e cattivo con l’Uomo. Pertanto, la cattiveria è specie-specifica, e lo è pure l’”amicizia”. Conosciamo microbi che svolgono lavori molto utili per l’Uomo, come i “fermenti” della farina che ci danno il pane, i fermenti per la birra ed il vino e i fermenti che compongono il “Microbioma intestinale”.  Il “Microbioma intestinale” è un ammasso di cellule microbiche e di virus che vivono dentro di noi, e che ci fanno vivere bene. Addirittura comunicano col nostro cervello dandoci benessere e anche felicità, oppure ansia e depressione. Il nostro rapporto col mondo vivente ultra-piccolo è in genere buono. In pochi casi è cattivo. Allora si scatena la “malattia”, che è il conflitto tra il virus ed il nostro sistema immunitario. In genere il virus vince perché lui è il vero antico padrone del mondo, dove mise i suoi paletti di possesso nell’era pre-paleozoica, quando noi non esistevamo. Poi arrivammo noi ad occupare i suoi spazi e lo costringemmo a vivere in piccoli spazi come il caso dei virus Ebola e HIV dell’AIDS, che dovettero ridursi a vivere tra le scimmie della foresta africana o il caso del Coronavirus che si ridusse a vivere nei pipistrelli della caverne cinesi. Tentando di occupare anche questi ultimi spazi riservati al virus, l’Uomo l’ha costretto a cercarsi un altro ospite e l’ospite, il più disponibile e più numeroso in natura, è l’Uomo stesso. Così è riesplosa la guerra e non è una guerra ad armi pari. Loro sono estremamente più potenti.

In un contesto così difficile, la specie umana è sopravvissuta a epidemie nei millenni. Le Pandemie non sono state numerose. La storia, la leggenda e le religioni ci tramandano il ricordo delle più importanti:

-1- La strage dei primogeniti descritta tra le piaghe d’Egitto (1300-1200 a.C.) poteva configurarsi come una epidemia di morbillo o di vaiolo che si portò via tutti i nati degli ultimi anni. Anche in quel caso vi fu un “lockdown”: chiudersi in casa per sfuggire alla morte.

-2- L’Epidemia descritta nel primo libro dell’Iliade, con strage di guerrieri, cani e muli, voluta da Apollo per punire i greci che avevano offeso il sacerdote Crise.

-3- L’Epidemia del 430 a.C. ad Atene, durante la guerra del Peloponneso, quando morì Pericle.

-4- La “Peste Antonina” del 165 d.C. al tempo di Marcaurelio, portata dalle truppe reduci dall’Asia per la guerra contro i parti.

-5- La “Peste di Giustiniano” del 542 d.C.. Fu forse una malattia virale venuta dall’Etiopia.

-6- La “Peste nera”, 1347-48, da Yersinia Pestis giunta in Occidente dall’India e Cina, con il ratto nero e le sue pulci.

-7- La “Peste di Milano” del 1620, a cui seguirono le epidemie di peste di Alghero, Sassari, Oristano e Cagliari nel 1652, e le varie epidemie di Peste di Iglesias.

-8- La Spagnola del 1919-20 arrivata in Europa con le truppe americane dal Texas.

-9- Oggi il Coronavirus, Covid-19, venuto dalla Cina e manifestatosi in Occidente, in Italia il 21 febbraio 2020.

Abbiamo elencato 9 pandemie.

Inoltre, vi sono state numerose epidemie come quelle di vaiolo, colera, febbre petecchiale castrense, TBC, lebbra, ed influenze varie.

Ma le pandemie ufficiali sono quelle 9.

Pertanto stiamo vivendo una esperienza millenaria che verrà ricordata nei libri di storia.

Nei mesi di Febbraio, Marzo, Aprile, eravamo tutti consci della gravità della pandemia in corso.

Oggi, all’improvviso, tutto sembra dimenticato, come se fossimo diventati all’improvviso ciechi ed insensibili alla paura del contagio. Eppure vi sono dati vistosi di allerta:

  1. Il 21 Febbraio avevamo 1 contagiato in Italia. Il giorno del picco, intorno a metà Aprile, avevamo 108.000 contagiati. 
  2. Oggi, 24 Maggio, abbiamo 60.000 contagiati.
  3. Un mese fa avevamo 200.000 contagiati nel Mondo.
  4. Oggi ne abbiamo 5 milioni.
  5. Lo stesso Donald Trump, negazionista all’inizio, da ieri porta la mascherina.
  6. L’ISS ha confermato che l’idrossiclorochina è inefficace e che il plasma iperimmune è curativo solo nel 10-12 per cento dei casi. Gli antivirali noti non funzionano. Pertanto, possiamo dire che non abbiamo cure contro il virus ma solo anti-infiammatori ed eparina.
  7. Il calo di nuovi contagi è dovuto solo al lockdown, alle mascherine e al distanziamento.
  8. Ieri avevamo in Italia 1,5 portatori sani di virus ogni 100 tamponi fatti a caso. Per me è un numero spaventoso. In Sardegna sarebbero 1,5 per mille, cioè significa che a Carbonia vi sarebbero 45 portatori sani di virus pronti a contagiare. C’è da tenere gli occhi bene aperti.

A me sembra che il mondo sia in piena guerra.

A questo punto, ritorniamo alla domanda iniziale:

– che significato ha questa discesa in campo, in massa, senza la certezza di adeguate protezioni e senza il programma di screening delle 3 “t” (test, tracciamento, trattamento)?

  • Perché si ha la sensazione che si sia attenuato il controllo sull’uso delle mascherine ed il distanziamento?
  • Perché non si parla più di ricerca dei “portatori sani” con tamponi per RNA?
  • Perché non si parla più di “tracciamento”?
  • Perché non si parla più dei centri per l’isolamento dei portatori sani?
  • Perché non si parla più di Covid Hospital?
  • Eppure i numeri portati ci dicono che la nostra attenzione deve essere alle stelle.

Questa premessa dimostra l’enormità del problema. Possiamo giusto contemplare questo fenomeno planetario e cercare di capire quanto avviene in campo nazionale e regionale. Non pensiamo di poter risolvere i grandi problemi. Tuttavia pensiamo di avere il dovere di mantenere gli occhi bene aperti sulla sicurezza delle nostre famiglie. Il baratro economico che si apre nel futuro è da causa sanitaria, ed è imprescindibile affrontare il problema sanitario, cioè la libera circolazione del virus.

Qual è il nostro obiettivo immediato? Il controllo e l’identificazione dei portatori di virus nel territorio.

Esiste un unico metodo: la ricerca del portatore con l’esame del tampone nasofaringeo, sottoposto ad estrazione dello RNA virale. Solo così si estrapola il portatore dai sani e si crea serenità nel mondo produttivo. E’ la premessa imprescindibile.

Per tale ragione si deve pretendere l’immediata dotazione dei laboratori analisi del Sistema sanitario del Sulcis Iglesiente, di uno strumento adatto per la ricerca del virus.

Perché lo pretendiamo?

  • Perché siamo un’importante zona sanitaria sarda non ancora dotata di tale strumento,
  • Perché quando arriveranno i momenti difficili della seconda ondata, tutti saranno impegnati a salvare se stessi. Noi dovremo risolvere il nostro problema senza aspettarci che lo facciano altri.
  • Perché abbiamo il dovere ed il diritto, di governare la nostra Sanità locale.
  • Perché è necessario che i Sindaci del Sulcis Iglesiente si assumano completamente le funzioni di più alta autorità sanitaria delle città.
  • Perché non siamo ancora inclusi tra i beneficiari degli strumenti appena acquistati.

Questa precisa affermazione deriva dalle notizie giornalistiche pubblicate da L’Unione Sarda.

E’ necessario che i nostri rappresentanti si adoperino, affinché una delle apparecchiature venga rapidamente destinata a Carbonia Iglesias.

Mario Marroccu