6 April, 2025
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Il contesto storico e politico
L’Italia del 1922 era un paese segnato da profonde tensioni sociali e politiche. La prima guerra mondiale aveva lasciato il suo segno, con una crisi economica e sociale che alimentava il malcontento delle classi lavoratrici. In questo clima di fermento, si innestò l’ascesa del fascismo, che si impose con una violenza brutale, schiacciando ogni forma di dissenso e distruggendo le basi democratiche costruite nei decenni precedenti. In questo contesto si inserisce l’episodio tragico dell’eccidio dei fratelli Fois, avvenuto a Portoscuso il 29 dicembre 1922.
Nel 1922 il fascismo, guidato da Benito Mussolini, aveva ormai consolidato il proprio potere attraverso la violenza delle squadre d’azione. La marcia su Roma del 28 ottobre di quell’anno aveva sancito la fine dello Stato liberale e l’inizio del regime fascista. Portoscuso, un piccolo centro del bacino minerario del Sulcis, non era immune dalle tensioni che scuotevano il Paese. La cittadina era caratterizzata da una forte presenza operaia, con una tradizione di lotte sindacali e socialiste che la rendevano un obiettivo delle squadracce fasciste.
I fratelli Luigi e Salvatore Fois, nati in una famiglia di estrazione modesta, rappresentavano perfettamente lo spirito di resistenza di molti lavoratori sardi. Impegnati attivamente nelle organizzazioni socialiste, i due fratelli erano figure di riferimento per la comunità locale, simboli di coraggio e determinazione contro l’arroganza del regime nascente. La loro opposizione al fascismo li rese un bersaglio privilegiato delle violenze fasciste.
I fatti del 29 dicembre 1922
La tragica giornata del 29 dicembre 1922 iniziò con un’incursione di una squadra fascista a Portoscuso. Capeggiata da Dante Sagheddu, segretario del fascio di Iglesias, essa giunse armata nel piccolo borgo per colpire chiunque rappresentasse una minaccia al dominio fascista nella zona del bacino minerario. Luigi Fois – capo della Federazione socialista dei battellieri addetti al trasporto del minerale dalle miniere dell’Iglesiente al porto di imbarco di Carloforte – venne individuato come il principale obiettivo.
La mattina di quel giorno, un gruppo di fascisti, tra cui De Filippi, Scameroni e Zuddas, si recò da Portoscuso a Portovesme con l’intento di persuadere Luigi Fois a seguirli fino a Portoscuso per un incontro con il leader locale, Dante Sagheddu. Giunti sul posto, i fascisti si avvicinarono al piroscafo dove sapevano si trovasse Luigi Fois e chiesero di lui ai battellieri ivi presenti. Venne a loro comunicato che Luigi era appena tornato indietro. Così, i fascisti si spostarono verso la banchina, dove trovarono il Fois, ignaro di quanto stava per accadere. La situazione, che sembrava
potesse condurre a una semplice conversazione, si trasformò in un conflitto esplosivo. I testimoni presenti sul posto riferirono che, non appena Scameroni invitò Luigi a recarsi con loro, quest’ultimo rifiutò l’invito. Al che Scameroni e i suoi compagni tentarono di trascinarlo via con la forza. In un gesto impulsivo, Salvatore Fois, vedendo il fratello maltrattato, intervenne e colpì Scameroni con una roncola. L’atto di difesa, carico di emotività, accese il caos: De Filippi, Zuddas e Scameroni risposero aprendo il fuoco e sparando alcuni colpi di pistola contro i due fratelli, che caddero a terra, privi di vita, in un batter d’occhio.
La notizia dell’eccidio si diffuse rapidamente, suscitando indignazione e dolore non solo a Portoscuso, ma anche nelle comunità circostanti. Tuttavia, in un’Italia ormai soggiogata dalla dittatura fascista, non ci fu giustizia per i fratelli Fois. I responsabili della loro morte – De Filippi, Scameroni e Zuddas – furono processati e condannati dalla magistratura, presso la Corte d’assise di Cagliari nell’agosto 1924, ma non scontarono le pene loro inflitte perché furono graziati e rimessi in libertà dal regime fascista, dopo avere scontato solo tre anni e dieci mesi di carcere.
Il significato della loro morte
La tragica fine di Luigi e Salvatore Fois però non fu vana. I due fratelli morirono per difendere i valori fondamentali di libertà, giustizia e democrazia, rifiutando di piegarsi a un regime che cercava di annientare ogni forma di opposizione. La loro storia è un monito per le generazioni future, un ricordo di quanto sia importante difendere i diritti e le libertà fondamentali, anche a costo della propria vita.
Oggi, a distanza di oltre un secolo, l’eccidio dei fratelli Fois continua a rappresentare una pagina dolorosa ma significativa della storia italiana. Ricordare il loro sacrificio significa rendere omaggio a tutti coloro che, come loro, hanno lottato per un’Italia libera e democratica. La memoria di Luigi e Salvatore Fois deve restare viva, affinché il loro esempio possa guidare le future generazioni nella difesa dei valori che essi hanno rappresentato.
In un’epoca in cui le minacce alla democrazia e alle libertà emergono sotto nuove forme, la storia dei fratelli Fois è un richiamo potente a non abbassare mai la guardia, a combattere per ciò che è giusto.
Alberto Vacca

Portoscuso piange Salvatore Fois, stroncato stamane dal Covid-19. Dipendente Enel in pensione, impegnato per anni nel sindacato a difesa dei lavoratori, Salvatore Fois svolgeva da anni attività politica in paese e dopo l’esperienza maturata da consigliere di maggioranza nella penultima consiliatura, continuava a seguire da vicino le problematiche della comunità.

«Mai avremmo voluto che giungesse, come invece è giunta, la tristissima notizia della morte di Salvatore Foisha scritto stamane in un post su Facebook il sindaco Giorgio Alimonda -. Una grave perdita, soprattutto per tutta la sua famiglia a cui teneva più di ogni altra cosa, ma anche una grande perdita per tutta la comunità di Portoscuso a cui ha dedicato passione, impegno sociale e politico. Il suo impegno e passione politica affinché Portoscuso diventasse una cittadina sempre accogliente ed organizzata, è stato fondamentale, non solo da consigliere comunale, contribuendo in modo determinante all’attività dell’Amministrazione nella scorsa consiliatura, ma anche in egual modo da semplice cittadino, sempre attento e pronto a suggerire esigenze e necessità. Personalmente – ha aggiunto Giorgio Alimonda – ho perso un sincero amico con il quale ho condiviso, fino a qualche giorno fa, idee per il futuro di Portoscuso che avremmo sicuramente condiviso se non fosse arrivato questo maledetto virus. Anche come primo cittadino, a nome di tutta l’Amministrazione, tutti i dipendenti e l’intero Consiglio comunaleha concluso il sindaco di Portoscuso -, esprimo le più sentite condoglianze alla moglie Antonella, che al figlio Luigi e ai suoi cari fratelli. Non ti dimenticheremo Salvatore, Grazie per il tuo impegno. Riposa in pace.»

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Un abbraccio commosso con il presidente della confraternita Beata Vergine delle Difesa, Giuseppe Benenati, e un altro ancora ricco di commozione con il primo cittadino di Stintino Antonio Diana, perché, sebbene fosse «un’occasione per ricordare i nove anni trascorsi alla guida della parrocchia e non un addio», i saluti portano con sé sempre un po’ di tristezza. E questo è vero soprattutto se, per nove anni, si sono condivisi momenti di vita che hanno segnato una comunità.

Nei giorni scorsi gli stintinesi si sono ritrovati nella chiesa parrocchiale dell’Immacolata Concezione per salutare il parroco don Andrea Piras che proprio il 10 settembre terminava il suo incarico a Stintino. Ad attenderlo, adesso, c’è quello di rettore del seminario. Per il sacerdote, però, la data dei giorni scorsi è stata anche l’occasione per celebrare i 14 anni di vita consacrata, e «questo giornoha dettonon avrei pensato altro che condividerlo con la mia famiglia e con voi. Qui che sono stato abbracciato da una comunità preziosa ricca di talenti, desiderosa e intelligente».

Nel suo intervento, don Andrea Piras non ha dimenticato di ricordare i suoi predecessori che a Stintino hanno lasciato un importante segno nella comunità. A partire quindi da don Vittorio Prunas, il più “longevo” tra i parroci del paese, e a seguire don Piergiorgio Currelidon Franco Manunta, don Antonio Cuccureddu per finire con don Salvatore Fois. A sostituirlo, dal 29 settembre, sarà don Daniele Contieri.

È stato Giuseppe Benenati a tracciare alcuni momenti importanti del rapporto tra parroco e confraternita, tra questi: il gemellaggio con la confraternita di Santa Croce di Bastia, i due pellegrinaggi all’Asinara, le celebrazioni per i 150 anni del sodalizio e la pubblicazione del libro, la cerimonia per gli 80 anni della chiesa parrocchiale. «Si dice che il tempo voli quando si è in grata compagniaha sottolineato Giuseppe Benenati e questo è quello che provo oggi, nel ricordare il suo ingresso qui a Stintino. Sin da subito sorretto da determinazione, operosità e cura dello spirito».

«In questi nove anni sei entrato nelle nostre famiglie portando i sacramentiha detto Antonio Diana e non solo. Hai lasciato un segno, e per questo Stintino ti ringrazia. Con te abbiamo scoperto e ridato vita alle feste religiose del nostro paese. Abbiamo valorizzato il lavoro fatto con la festa per la nostra chiesa. Abbiamo trascorso 9 anni e adesso l’amministrazione e i cittadini ti augurano di trovare nuove soddisfazioni nel tuo nuovo incarico.»

Prima dei saluti finali, da una parte il consiglio della Confraternita e dall’altra l’amministrazione comunale, con il sindaco, il vice sindaco Angelo Schiaffino e l’assessora comunale al Turismo Francesca Demontis, hanno voluto omaggiare don Andrea Piras con alcuni doni in ricordo dell’amicizia e del sincero legame che ha unito Stintino al suo parroco.

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«Questa è una liturgia di festa, perché è una festa quella dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria. Nella vita dell’uomo sperimentare l’annuncio della parola del Signore è l’esperienza più bella.» Con queste parole, ieri sera, l’arcivescovo di Sassari Gianfranco Saba ha aperto la celebrazione per la patrona dell’ospedale Santissima Annunziata.

L’alto prelato si è rivolto ai numerosi fedeli, medici, infermieri, personale amministrativo dell’ospedale civile di Sassari e, soprattutto, ai pazienti presenti nella cappella del nosocomio di viale Italia per i festeggiamenti della patrona.

«Quello che chiediamo al Signore per ciascuno di voi – ha detto monsignor Gianfranco Saba – per chi vive l’esperienza del dolore e della malattia, è il dono di parteciparlo in mezzo a noi.»

L’arcivescovo quindi ha esortato i presenti all’esercizio della prossimità verso l’altro e ad essere «noi segno visibile della presenza di Cristo che si fa compagno di strada».

La messa per le celebrazioni della Santissima Annunziata è stata officiata con la partecipazione oltre che del cappellano dell’ospedale, don Bastianino Pirino che a conclusione della liturgia eucaristica ha ringraziato l’arcivescovo per la sua presenza, anche del cappellano delle cliniche don Eugenio Pesenti che sostituisce don Mario Tanca, del parroco di San Vincenzo don Salvatore Fois.

La solennità della patrona dell’ospedale di Sassari rappresenta un importante appuntamento, un momento di ritrovo e di raccoglimento per la comunità sassarese, oltre che per gli operatori sanitari dell’ospedale civile di Via De Nicola e per i pazienti.

Alla celebrazione eucaristica infatti erano presenti numerosi medici, infermieri, pazienti, familiari e operatori del mondo del volontariato. E proprio a questi ultimi, in particolare ai volontari della Sorgente, del Vos e dell’Avo, che si è rivolto monsignor Saba ricordando l’impegno quotidiano verso i pazienti.

Sono intervenuti anche il direttore amministrativo dell’Aou Lorenzo Pescini e numerosi primari del Santissima Annunziata.

La celebrazione eucaristica è stata animata dal coro dei bambini di San Pio X, con la partecipazione del musicista Franco Sechi mentre alla fine della messa si è esibita la Corale studentesca di Sassari diretta dal maestro Vittorio Cossu.

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La rielezione di Giorgio Alimonda alla carica di sindaco di Portoscuso, con la lista “Portoscuso Insieme”, è maturata con un margine probabilmente superiore alle previsioni della vigilia (1.852 voti contro 1.591) che facevano pensare ad un testa a testa fino all’ultimo voto con Rossano Loddo, candidato della lista “Portoscuso nel cuore”, nella quale, rispetto a cinque anni fa, è confluita Marinella Grosso, ex assessore della provincia di Carbonia Iglesias e candidata a sindaco nel 2012 in contrapposizione ai due candidati in campo quest’anno. E Marinella Grosso, alla fine, è risultata la candidata più votata tra tutti i 32 aspiranti alla carica di consigliere comunale, con ben 479 preferenze, quasi quante ne aveva raccolto cinque anni fa l’intera lista + Portoscuso da lei capeggiata (erano state 621).

La lista che ha vinto le elezioni con Giorgio Alimonda sarà rappresentata in Consiglio comunale nei prossimi cinque anni da 11 consiglieri: Orietta Mura 346 preferenze, Sara Marrocu 335, Attilio Sanna 319, Ignazio Atzori 249, Enrico Atzei 233, Elena Marras 166, Ilaria Dessì 163, Alessio Santus 158, Attilio Valdes 155, Roberto Maccioni 137, Simona Cappai 135. Non eletti: Stefano Ansaldi 120, Maria Beatrice Fadda 119, Ernesto Valdes 114, Salvatore Fois 109, Marinella Valdes 62.

La lista “Portoscuso nel cuore” ha eletto 5 consiglieri: Rossano Loddo, candidato a sindaco non eletto, Marinella Grosso 479 preferenze, Stefano Ariu 345, Erminio Melis 258, Marzia Loddo 251. Non eletti: Davide Fois 230, Maurizio Nuscis 205, Daniela Vinci 176, Ilaria Infantino 109, Federico Cau 98, Luca Biggio 87, Sabrina Tuveri 85, Luca Deidda 80, Oriano Melis 76, Laura Serci 66, Susanna Cuccu 57, Simone Cherenti 37.

Il sistema della doppia preferenza, che prevede la possibilità di indicare sulla scheda un candidato uomo e una candidata donna nei Comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti, ha consentito di stringere alleanze ed ha quindi favorito l’elezione di un maggior numero di donne rispetto al passato: 5 su 11 nella lista che ha vinto le elezioni, 2 su 5 in quella che le ha perse, con una percentuale complessiva del 43,75%, nel pieno rispetto della parità di genere prevista per le candidature (minimo 40%).

 

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I cittadini di Portoscuso domenica andranno a votare per eleggere il nuovo sindaco e il Consiglio comunale.

Cinque anni fa le liste presentate furono ben cinque, quest’anno sono state presentate solo due liste, con relativi candidati alla carica di sindaco e alla carica di consigliere comunale (complessivamente 32) per le elezioni amministrative in programma il prossimo 11 giugno.

Il sindaco uscente Giorgio Alimonda anche questa volta è il candidato della lista “Portoscuso insieme” ed avrà come concorrente uno dei quattro di cinque anni fa, Rossano Loddo, candidato della lista “Portoscuso nel cuore”.

Di seguito, tutti i candidati delle due liste.

Lista “Portoscuso insieme”. Candidato a sindaco: Giorgio Alimonda. Candidati alla carica di consigliere comunale: Ignazio Atzori, Stefano Ansaldi, Enrico Atzei, Simona Cappai, Ilaria Dessì, Maria Beatrice Fadda, Salvatore Fois, Roberto Maccioni, Elena Marras, Sara Marrocu, Orietta Mura, Attilio Sanna, Alessio Santus, Attilio Valdes, Ernesto Valdes, Marinella Valdes.

Lista “Portoscuso nel cuore”. Candidato a sindaco: Rossano Loddo. Candidati alla carica di consigliere comunale: Stefano Ariu, Luca Biggio, Federico Cau, Simone Cherenti, Susanna Cuccu, Luca Deidda, Davide Fois, Marinella Rita Grosso, Ilaria Infantino, Marzia Loddo, Erminio Melis, Oriano Melis, Maurizio Nuscis, Laura Serci, Sabrina Tuveri, Daniela Vinci.

Nadia Pische ha intervistato i due candidati alla carica di sindaco, Giorgio Alimonda e Rossano Loddo.

 

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Cinque anni fa le liste presentate furono ben cinque, ieri alle 12.00, termine ultimo per la presentazione delle liste, al comune di Portoscuso sono state registrate solo due liste, con relativi candidati alla carica di sindaco e alla carica di consigliere comunale (complessivamente 32) per le elezioni amministrative in programma il prossimo 11 giugno.

Il sindaco uscente Giorgio Alimonda anche questa volta è il candidato della lista “Portoscuso insieme” ed avrà come concorrente uno dei quattro di cinque anni fa, Rossano Loddo, candidato della lista “Portoscuso nel cuore”.

Di seguito, tutti i candidati delle due liste.

Lista “Portoscuso insieme”. Candidato a sindaco: Giorgio Alimonda. Candidati alla carica di consigliere comunale: Ignazio Atzori, Stefano Ansaldi, Enrico Atzei, Simona Cappai, Ilaria Dessì, Maria Beatrice Fadda, Salvatore Fois, Roberto Maccioni, Elena Marras, Sara Marrocu, Orietta Mura, Attilio Sanna, Alessio Santus, Attilio Valdes, Ernesto Valdes e Marinella Valdes.

Lista “Portoscuso nel cuore”. Candidato a sindaco: Rossano Loddo. Candidati alla carica di consigliere comunale: Stefano Ariu, Luca Biggio, Federico Cau, Simone Cherenti, Susanna Cuccu, Luca Deidda, Davide Fois, Marinella Rita Grosso, Ilaria Infantino, Marzia Loddo, Erminio Melis, Oriano Melis, Maurizio Nuscis, Laura Serci, Sabrina Tuveri, Daniela Vinci.

 

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Il sindaco uscente Giorgio Alimonda guiderà ancora la lista “Portoscuso Insieme” nella corsa per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale di Portoscuso. La lista dei 16 candidati alla carica di consigliere comunale conferma l’ossatura di quella che vinse le elezioni nel 2012 con 1.459 voti, il 39,05%, precedendo Rossano Loddo, candidato della lista “Portoscuso nel cuore”, che raggiunse quota 1.289 voti, il 34,50%, ed è stata integrata con alcuni candidati in rappresentanza, in particolare, del mondo dell’associazionismo.

Questi i 16 candidati alla carica di consigliere comunale: Ignazio Atzori, Stefano Ansaldi, Enrico Atzei, Simona Cappai, Ilaria Dessì, Maria Beatrice Fadda, Salvatore Fois, Roberto Maccioni, Elena Marras, Sara Marrocu, Orietta Mura, Attilio Sanna, Alessio Santus, Attilio Valdes, Ernesto Valdes e Marinella Valdes.